Uso e governo del bosco nell’Alto Medioevo della Toscana meridionale tirrenica

Le analisi archeo-antracologiche, svolte nei laboratori ERC nEU-Med in collaborazione col Laboratorio di Storia della Vegetazione e Anatomia del Legno (Dipartimento di Scienze Agrarie, Università di Napoli Federico II), sono concluse ed hanno riguardato un campione di oltre 4000 carboni provenienti dai contesti del sito archeologico di Vetricella. I dati acquisiti permettono di riscrivere la storia della vegetazione forestale e l’uso del bosco nella Toscana meridionale tra i secoli VIII e XIII.

Aree oggi occupate da vegetazione a sclerofille sempreverdi mediterranee (Fig.) nel passato erano caratterizzate da altre tipologie di copertura forestale. Le comunità umane sfruttavano queste risorse per il recupero di legna da ardere e legname d’opera, garantendo il rinnovo del bosco tagliato e governando il soprassuolo boschivo con forme colturali utili per il pascolo del bestiame.

Il periodo medievale indagato dal progetto si sta rivelando fondamentale per capire la storia dei boschi della Toscana. In questi secoli si compie infatti lo sviluppo di nuove risorse agro-forestali e si forma la grande tradizione dell’economia silvo-pastorale, ancora oggi tenuta in grande considerazione in Italia centrale.

(Fig.)

(Fig.) Carta della vegetazione forestale della valle del fiume Pecora restituita su base cartografica GIS. In rosso e arancione sono indicate le aree ricoperte da vegetazione sempreverde mediterranea a leccio e macchia. In verde scuro e verde chiaro le aree ricoperte dal querceto deciduo a maggioranza di cerro e roverella (Fonte dei dati: Regione Toscana – “Vegetazione forestale”).

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