La determinazione dell’età alla morte degli individui adulti di Vetricella con il metodo radiografico del canino

La recente acquisizione di immagini radiografiche dei canini da individui adulti di Vetricella ci ha permesso di effettuare la determinazione dell’età alla morte con il metodo radiografico del canino (Cameriere et al., 2007a,b; 2009). I tradizionali metodi antropologici per la determinazione dell’età degli individui di età adulta, possono basarsi su osservazioni di rimodellamento e di degenerazione scheletrica, come l’obliterazione delle suture craniche, la degenerazione dell’estremità sternale delle coste, il rimodellamento della sinfisi pubica e della superficie auricolare dell’ileo e l’usura dentale.

Tuttavia, nonostante questi metodi siano stati negli anni ripresi e perfezionati da diversi autori, continuano a fornire intervalli d’età molto ampi a prescindere dalla conservazione del materiale scheletrico. Particolarmente problematica è poi l’identificazione degli individui senili: si osserva quasi sempre un problema di sotto-rappresentazione degli individui oltre i 50 anni.

Il metodo radiologico sui canini studia il rapporto tra dente e polpa, basato sull’apposizione di dentina secondaria, un continuo e regolare processo, che può essere modificato soltanto da carie o da abrasioni particolarmente invasive. Le immagini radiografiche, in alta risoluzione (Fig.1), vengono elaborate per ricavare i valori delle due superfici (Fig.2): quella totale del dente e quella della camera pulpare (Fig.3). L’età viene stimata applicando le due equazioni di regressione, proposte da Cameriere et al. (2009), al rapporto tra dente e camera pulpare di canini superiori e inferiori.

 

 

I vantaggi dell’uso di questo metodo si possono riassumere in alcuni punti fondamentali: il metodo non prevede la distruzione del reperto osteologico; utilizza una parte anatomica, il canino, particolarmente resistente, dunque permette la determinazione dell’età in molti più individui all’interno di un campione, come già dimostrato in altri studi (De Luca et al., 2010); le trasformazioni progressive del rapporto dente/polpa non risentono di variabili individuali, sociali, popolazionistiche; fornisce intervalli d’età molto ristretti che consentono un’analisi della mortalità più puntuale e corretta; infine è molto accurato nella determinazione degli individui senili, rappresentando il superamento dello schiacciamento sulla soglia dei 50 anni nelle analisi demografiche. Inoltre il metodo è già stato utilizzato con ottimi risultati su campioni contemporanei e archeologici (Cameriere et al., 2006; De Luca et al., 2010; 2011; Jeevan et al., 2011; Fabbri et al., 2015; Viva, 2017) e recentemente verificato sulle sezioni dentali di individui di età nota (D’Ortenzio et al., 2018).

Nel nostro caso specifico, questa metodologia ha fornito determinazioni di età alla morte, con errore minimo, altamente sovrapponibili alle determinazioni fatte con metodi antropologici tradizionali, di fatto confermando nella maggior parte dei casi le nostre precedenti analisi. In due casi, in cui la determinazione dell’età antropologica era troppo vaga a causa di stati patologici degli individui, è stato risolutivo l’uso del metodo radiografico. Infine abbiamo riconosciuto una maggiore varietà di età degli individui senili, definiti in modo generico “adulti senili 50+”, tra i quali uno raggiungeva i 65 anni, un dato fondamentale per delineare profili di mortalità più realistici.

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