Indagini geomorfologiche nella Valle del Pecora

È attualmente in corso la campagna di rilevamento geomorfologico e geoarcheologico lungo la valle del fiume Pecora e del torrente Ferriere, nell’ambito del dottorato di ricerca “Geoarcheologia e paesaggi alto-medievali tra le Colline Metallifere e la Costa Tirrenica (Progetto ERC nEU-Med)”.

(Fig.1) Il Prof. Pierluigi  Pieruccini annota sulla carta topografica la posizione del paleoalveo del fiume Pecora

Le indagini sono focalizzate lungo tutto il tratto vallivo da Vetricella (Scarlino) a Massa Marittima, sia con ricognizioni sul terreno sia con analisi in Remote Sensing (LIDAR, immagini multitemporali) (Fig.1). Le analisi hanno permesso di stabilire la presenza di un antico paesaggio vallivo caratterizzato da ampi tratti paludosi interrotti da gradini morfologici (cascate) nel quale si depositavano sedimenti carbonatici fluviali e palustri (tufi calcarei). In questo paesaggio si riconoscono numerosi paleoalvei che attestano come in passato i corsi d’acqua scorrevano in una posizione diversa dall’attuale (Fig.2). Inoltre, le evidenze sedimentologiche e geomorfologiche indicano come tale paesaggio sia cambiato bruscamente nell’intervallo temporale di interesse di nEU-Med. Tali variazioni sono probabilmente legate a dinamiche antropiche come testimoniato dalla presenza di opere di rettificazione, cattura e sbarramento anche attraverso argini artificiali.

(Fig.2) Opere di rettificazione sul fiume Pecora. Si noti l’incisione del fiume direttamente sui tufi calcarei

La Geomorfologia è una branca delle Scienze della Terra che studia, caratterizza ed interpreta le forme (morfologie) del paesaggio. L’analisi geomorfologica fornisce dati utili alla comprensione delle dinamiche territoriali attuali e passate, rivestendo quindi un ruolo importante in ambito geoarcheologico. Da questi dati si possono estrapolare informazioni sull’assetto paleogeografico e paleoambientale, permettendo perciò di ricostruire le caratteristiche del paesaggio fisico a diversa scala in un’area di interesse archeologico anche in funzione delle strategie di sfruttamento del paesaggio. Inoltre, i dati geomorfologici, associati a quelli stratigrafici, sedimentologici, pedologici e micromorfologici, permettono di ricostruire nel dettaglio i processi responsabili del modellamento del paesaggio fisico e di riconoscere e valutare le interrelazioni tra dinamiche naturali ed antropiche nelle variazioni paleoambientali.

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